Serie Fuori Serie alla Triennale Design Museum

Serie Fuori Serie alla Triennale Design Museum
Serie Fuori Serie

Per il secondo allestimento del Design Museum, ospitato dal 2007 nell’edificio milanese della Triennale, si è scelto di affrontare lo stimolante tema del rapporto che intercorre tra il design italiano e l’industria. Le due attività, pur influenzandosi a vicenda, non si integrano mai in un sistema unico, ma danno origine a un dibattito sempre attivo che stimola la creatività ed esorta i designers a rinnovare continuamente il proprio linguaggio. Nel rapporto dialettico tra serie e fuori serie che si sviluppa all’interno del percorso, gli oggetti sembrano interrogarsi sull’identità stessa del design. Un design che non è solo composto dagli oggetti prodotti in serie, ma anche da pezzi unici, sperimentazioni, prototipi, che si avvicinano più al concetto di alto artigianato piuttosto che al mondo dell’industrial design come lo concepiamo oggi. Per Andrea Branzi, curatore scientifico della mostra, il motivo di tutto ciò è da ricercarsi nella natura medio-piccola del sistema industriale italiano, il quale non è mai stato in grado di recidere completamente il suo legame con un passato storico importante e con le pratiche caratteristiche dell’artigianato. Snodandosi all’interno di un percorso espositivo circolare, l’allestimento curato da Antonio Citterio mira a “mostrare i rapporti tra cultura del progetto e cultura industriale”.

Per il secondo allestimento del Design Museum, ospitato dal 2007 nell’edificio milanese della Triennale, si è scelto di affrontare lo stimolante tema del rapporto che intercorre tra il design italiano e l’industria. Le due attività, pur influenzandosi a vicenda, non si integrano mai in un sistema unico, ma danno origine a un dibattito sempre attivo che stimola la creatività ed esorta i designers a rinnovare continuamente il proprio linguaggio.

Nel rapporto dialettico tra serie e fuori serie che si sviluppa all’interno del percorso, gli oggetti sembrano interrogarsi sull’identità stessa del design. Un design che non è solo composto dagli oggetti prodotti in serie, ma anche da pezzi unici, sperimentazioni, prototipi, che si avvicinano più al concetto di alto artigianato piuttosto che al mondo dell’industrial design come lo concepiamo oggi. Per Andrea Branzi, curatore scientifico della mostra, il motivo di tutto ciò è da ricercarsi nella natura medio-piccola del sistema industriale italiano, il quale non è mai stato in grado di recidere completamente il suo legame con un passato storico importante e con le pratiche caratteristiche dell’artigianato. Snodandosi all’interno di un percorso espositivo circolare, l’allestimento curato da Antonio Citterio mira a “mostrare i rapporti tra cultura del progetto e cultura industriale”.

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