"La nostra Libreria Facile". Ecco perché amo Casa Facile!

"La nostra Libreria Facile". Ecco perché amo Casa Facile!

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Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto Casa Facile. Ero sul treno, immersa nella lettura di un libro. Quando leggo tendo ad isolarmi dal mondo che mi circonda. E’ stata la voce del controllore a riportarmi alla realtà. Così ho alzato di scatto la testa e mi sono accorta che non ero più sola nel vagone: una ragazza dai capelli ricci era seduta di fronte a me e mi guardava divertita. Probabilmente si era accorta del mio brusco (e un po’ comico, temo) ritorno alla realtà. Aveva l’aspetto di una delle rare persone con cui è facile entrare in sintonia.
Dopo aver ricambiato il suo sorriso, lei ha abbassato lo sguardo e si è immersa nella lettura di una rivista. Era Casa Facile. Ricordo perfettamente il titolo perché ho pensato: “Facile? Magari!!!”. Già, perché in quel periodo stavo cercando casa ed era un’impresa tutt’altro che facile! Quel giorno stavo andando a Milano proprio per trovare una sistemazione vicino all’Università; le lezioni sarebbero cominciate da lì a poche settimane ed io non sapevo ancora dove alloggiare. “Facile?” ripetevo tra me e me. Persa in questi pensieri, fissavo la copertina della rivista. “Che bel soggiorno” pensavo, “e come contrasta bene il divano rosso fuoco con quel pavimento scuro!”. La ragazza doveva aver notato il mio interesse per quello che stava leggendo, e mi ha chiesto: “Anche tu sei appassionata di architettura?”.

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Così abbiamo iniziato a parlare. Le ho spiegato che mi ero appena iscritta alla facoltà del Design e ho scoperto che lei era al secondo anno di Architettura. Le ho raccontato le mie difficoltà nel trovare una casa e lei mi ha detto che, se poteva interessarmi, stava cercando una coinquilina per condividere l’appartamento in cui si era appena trasferita. “Se mi interessava?!? Certo!” Scese dal treno, ci siamo recate subito a vedere la casa. L’appartamento era al secondo piano di una vecchia palazzina, con i finti marmi alle pareti e con la gabbia dell’ascensore in ferro battuto. Era composto da due stanze, il soggiorno, una cucina minuscola e un bagnetto. C’era anche un corridoio lunghissimo, ma così stretto che sembrava impossibile sfruttarlo in qualsiasi modo. Le pareti delle stanze e del corridoio erano interamente rivestite da una carta da parati dalla fantasia improbabile. Il pavimento della prima stanza era ricoperto da una moquette verde oliva, mentre nella seconda stanza era posato un parquet che scricchiolava ad ogni passo. Il salotto non era esattamente come quello visto poco prima sulla copertina di Casa Facile, ma, perlomeno, era luminoso.
Nonostante la carta da parati, la moquette, lo scricchiolio del parquet, c’era qualcosa di accogliente e familiare in quelle stanze. Ho guardato Emma, così si chiamava la ragazza, china sui numerosi scatoloni del trasloco e di istinto ho detto: “Ok, in quale stanza mi sistemo?”.
Così, in quell’appartamento al secondo piano di una vecchia palazzina, è iniziata la mia vita universitaria e l’amicizia con Emma.

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Già la prima settimana avevamo rivoluzionato l’ambiente, cercando di renderlo il più accogliente possibile. La nostra sfida principale si era concentrata sul corridoio: come ottimizzare quello spazio stretto e lungo?
Emma, durante il trasloco, aveva portato con sé scatoloni pieni di numeri arretrati di Casa Facile, ed è proprio leggendo i consigli della rivista sul riciclo che, una sera, mi è venuta l’idea di come intervenire sul famigerato corridoio: perché non costruire una bella libreria per collocare tutte le riviste?
Così, rimboccate le maniche, ci siamo procurate legno riciclato per realizzare i ripiani e mattoni per creare la spalla della libreria. Et voilà: problema risolto!
Sono trascorsi alcuni anni da allora e, finita l’università, io ed Emma abbiamo lasciato l’appartamento.
Non ho foto di quella che noi chiamavamo “la nostra libreria Facile”, ma la ricordo perfettamente, così come non posso dimenticare le sere e le notti trascorse a sfogliare Casa Facile in cerca di spunti per i nostri progetti universitari.
Per me, quindi, Casa Facile non è solo una fonte di ispirazione, una rivista di cui apprezzo il linguaggio fresco e spontaneo, i consigli pratici, il coinvolgimento e la vicinanza al lettore, ma è molto di più: è Emma e l’inizio della nostra splendida amicizia, il ricordo di tante serate trascorse insieme, il sapore della mia vita universitaria.

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Immagine 1: “La nostra libreria Facile”, Copyright © Alessandro Mattia 2015, realizzato per EYEONdesign, acquarello su carta. Foto Gloria Gianatti.

Immagine 2, 3 e 4: foto realizzate da Gloria Gianatti

#mycasafacile

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